Fuori dal campo Taranto

Consorzio Irriguo Madonna di Costantinopoli, approvato il bilancio: lo sguardo è rivolto alla nuova stagione irrigua

Tra innovazione, sostenibilità e tutela della risorsa idrica, il Consorzio si prepara a una fase storica con l’utilizzo delle acque reflue depurate e affinate per l’agricoltura

16.05.2026 08:41

Si è svolta nella giornata di ieri, 15 maggio 2026, l’assemblea generale dei soci del Consorzio Irriguo Madonna di Costantinopoli, importante realtà del territorio che riunisce circa 120 aziende agricole associate e serve una superficie irrigata di circa 340 ettari tra Pulsano, Leporano e le aree amministrative limitrofe.

Nel corso dell’incontro è stato approvato il bilancio consuntivo e sono stati affrontati diversi temi centrali legati alle attività del Consorzio e alla prossima stagione irrigua, in un momento particolarmente significativo per il comparto agricolo locale, chiamato sempre più a confrontarsi con le conseguenze della siccità, dei cambiamenti climatici e della crescente necessità di una gestione più attenta e sostenibile della risorsa idrica.

Il Consorzio Irriguo Madonna di Costantinopoli nasce negli anni Ottanta, a seguito di una grave crisi idrica che mise seriamente a rischio le produzioni agricole dell’intero areale. Da allora ha rappresentato un presidio fondamentale per il territorio, garantendo continuità nell’approvvigionamento idrico alle aziende agricole e contribuendo in maniera concreta alla salvaguardia e allo sviluppo dell’agricoltura locale.

Nel corso degli anni il Consorzio ha saputo evolversi, guardando con attenzione all’innovazione e alla collaborazione con gli enti locali. In questo percorso si inserisce il progetto relativo al riutilizzo delle acque reflue depurate per uso agricolo, una prospettiva strategica che oggi si avvicina a un passaggio decisivo. Grazie ai finanziamenti stanziati dalla Regione Puglia e intercettati dal Comune, infatti, il progetto è giunto alla conclusione dei lavori infrastrutturali.

Per la stagione irrigua 2026 sarà utilizzata, accanto all’acqua convenzionale emunta dai pozzi, anche acqua reflua depurata e affinata proveniente dal depuratore consortile. Restano in fase di definizione gli ultimi aspetti tecnici e amministrativi, tra cui il piano dei rischi e il completamento della connessione alla rete di distribuzione irrigua, ma il traguardo rappresenta già oggi un motivo di grande orgoglio per il Consorzio e per l’intero territorio agricolo interessato.

Si tratta di una vera e propria svolta nella gestione delle risorse idriche, perché il riutilizzo delle acque depurate consentirà di ridurre la pressione sulle falde, garantire maggiore sicurezza alle produzioni agricole e offrire una risposta concreta alle criticità legate alla scarsità d’acqua.

Nell’ambito dei finanziamenti regionali destinati alla realizzazione delle vasche di affinamento è stata prevista anche l’installazione di impianti fotovoltaici a servizio del sistema irriguo. Una scelta che rafforza ulteriormente la visione sostenibile del progetto, permettendo di alimentare le strutture di sollevamento e distribuzione delle acque attraverso energia pulita, con benefici in termini ambientali, energetici ed economici.

Durante l’assemblea non sono mancati i ringraziamenti ai presidenti che, negli anni, hanno preceduto l’attuale guida del Consorzio, contribuendo con impegno e visione alla costruzione di un percorso che oggi sta portando risultati concreti. Un riconoscimento è stato rivolto anche alle diverse amministrazioni comunali che si sono susseguite nel tempo e che hanno creduto nel progetto, accompagnandolo fino al raggiungimento di un risultato di grande valore per il territorio.

Un sentito ringraziamento è stato inoltre espresso alla Futur Service di Dino Battiato, per il supporto garantito al Consorzio, e allo Studio Galeandro, per la preziosa consulenza fiscale e per l’accompagnamento professionale nelle attività amministrative e gestionali.

Il Consorzio Irriguo Madonna di Costantinopoli si conferma così un punto di riferimento per le aziende agricole dell’area, capace di unire storia, responsabilità e innovazione. Il riutilizzo delle acque reflue depurate non rappresenta soltanto un intervento tecnico, ma il risultato di anni di lavoro, collaborazione istituzionale e programmazione: una scelta concreta per il futuro dell’agricoltura, per la tutela dell’ambiente e per la sicurezza produttiva dell’intero comprensorio.

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